Fortuna dell'Abbagnano-Fornero

Giovanni Fornero

Insieme agli aggiornamenti della Storia della filosofia e al Dizionario di filosofia della UTET (tradotti anche all'estero) e alle Filosofie del Novecento della Bruno Mondadori, notevole successo ha avuto l'Abbagnano-Fornero della Paravia, che nel corso degli anni è stato continuamente riscritto e aggiornato alla luce delle più innovative metodologie storiografiche e didattiche. Grazie a questo assiduo lavoro editoriale e ai valori della "chiarezza" e della "non-faziosità" che lo ispirano da sempre:

«L'Abbagnano-Fornero, dati alla mano, si trova in cima alla classifica delle adozioni e costituisce il testo di filosofia di gran lunga più diffuso nella scuola italiana. Al punto che mai un manuale di filosofia – compresi noti testi storici come il Lamanna, il Dal Pra o il Geymonat – ha raggiunto indici di diffusione così elevati. Fenomeno che viene considerato perlomeno insolito per una materia con forti componenti ideologiche come la filosofia. Infatti, l'Abbagnano-Fornero, edito dalla Paravia, è una sorta di testo "trasversale", apprezzato sia dai laici sia dai cattolici…» (T. Rivolo, «l'eco del chisone»)

Sull'ampia diffusione dell'Abbagnano-Fornero (che fra l'altro figura in cima alla classifica dei bestseller di filosofia di Amazon) si è soffermato anche l'inserto domenicale del «Sole 24 Ore» del 2 marzo 2014, riportando, a pag. 29, un apposito prospetto (che si vede nell'immagine qui a fianco) dei testi di storia della filosofia più adottati nelle scuole superiori e nelle Università.

A sua volta «Repubblica» del 7 settembre 2016 rileva:

«Anche i libri "d'autore" hanno subito la metamorfosi: come il leggendario, presto settantenario Amaldi, bibbia della fisica, nato dalla mente di un collaboratore di Enrico Fermi, è un brand (in copertina c'è scritto proprio L'Amaldi, con l'articolo) da cinque milioni di copie "storiche". Ma lo stesso vale per "l'Abbagnano", classico di filosofia, 60% del mercato della materia, da trent'anni tenuto in efficienza da Giovanni Fornero».