«Il Corriere della Sera»
3 settembre 2008

Le alleanza trasversali tra laici e cattolici

di Antonio Carioti

Due sono le tesi principali che Giovanni Fornero, studioso di filosofia allievo di Nicola Abbagnano, sottopone a una serie d'interlocutori nel libro Laicità debole e laicità forte, seguito ideale del suo precedente lavoro, Bioetica cattolica e bioetica laica, anch'esso edito da Bruno Mondadori.

La prima è che sui temi bioetici la discriminante essenziale sia tra un pensiero cattolico fermo sul principio della sacralità della vita, sottratto quindi in larga misura alla libertà di scelta dell'individuo, e una concezione laica fondata sull'idea della disponibilità della vita, che implica una sovranità del singolo sulla propria esistenza. Una dialettica cruciale, ma che oggi non corrisponde più rigidamente a steccati confessionali, dato che esistono cattolici disposti a sostenere soluzioni legislative non del tutto corrispondenti alla indicazioni del magistero e neotradizionalisti laici allineati sulle posizioni della Chiesa, senza professarsi credenti. In secondo luogo Fornero ritiene che anche la bioetica cattolica si possa considerare laica «in senso debole», nel momento in cui accetta il terreno della discussione critica e della tolleranza, senza voler affermare verità rivelate, e che altra cosa sia la laicità «in senso forte», che prescinde da ogni considerazione di natura metafisica. Un tema su cui, come risulta dai contributi inclusi nel volume, le opinioni degli studiosi sono alquanto variegate e spesso si contrappongono aspramente.