Giovanni Fornero

Giovanni Fornero è autore e coautore delle storie generali della filosofia attualmente più diffuse. Allievo e continuatore dell’opera di Nicola Abbagnano, ha curato, per la Utet, l’aggiornamento di quei classici della storiografia italiana e internazionale che sono la Storia della filosofia (1991-1994) e il Dizionario di filosofia (1998). Per Paravia ha curato, fra gli altri, Protagonisti e testi della filosofia (1998-2000, n. e. 2006), Itinerari della filosofia (2002), Le tracce del pensiero (2005) e La filosofia (2009). Per Bruno Mondadori ha diretto con Gianni Vattimo la collana “I fili del pensiero” e ha pubblicato con Salvatore Tassinari la monumentale opera Le filosofie del Novecento (2002, 2004 e 2006).

Il primo libro di Fornero interamente dedicato alla bioetica è Bioetica cattolica e bioetica laica (B. Mondadori, 2005; nuova edizione ampliata, ivi 2009), che ha suscitato un ampio dibattito qualificandosi come uno dei testi più importanti sull’argomento.

L’ultimo libro, che riprende e sviluppa le problematiche di quello precedente con significativi approfondimenti teorici e storici sul problema della laicità, è Laicità debole e laicità forte. Il contributo della bioetica al dibattito sulla laicità (B. Mondadori, 2008).

Muovendo dalla duplice convinzione che la bioetica e la laicità rappresentino due argomenti centrali del dibattito odierno e che oggigiorno non si possa parlare di bioetica senza parlare al tempo stesso di laicità (e viceversa), gli ultimi lavori di Giovanni Fornero si propongono di mettere a fuoco questi due nodi centrali della cultura contemporanea.

Copertina Bioetica cattolica e bioetica laica

È proprio vero fra bioetica cattolica e bioetica laica non esistono differenze strutturali e metodologiche di rilievo? O non è più giusto affermare che fra bioetica “cattolica” e bioetica “laica” esiste una differenza di fondo, di cui, prima di ogni eventuale dialogo, si tratta di prendere atto? E, ammessa tale diversità, quali sono i presupposti teorici e filosofici che la spiegano e che rendono problematico ogni tentativo di mediazione?

Ecco alcune delle domande a cui risponde Bioetica cattolica e bioetica laica, testo che, al di là di ogni conformismo o mistificazione di comodo, torna a interrogarsi sul concetto di laicità in bioetica, sforzandosi di mostrare con franchezza come anche in un periodo in cui ci sono cattolici che sembrano parlare da laici e laici che sembrano discorrere da cattolici, la distinzione fra bioetica laica e bioetica cattolica sia quantomai valida e attuale. Una necessità di chiarezza e distinzione per non rinunciare agli ideali del dialogo e del confronto tra le due parti.

Copertina Laicita debole e laicita forte

Si può continuare a discorrere di laicità senza mettere adeguatamente a fuoco le accezioni di fondo di questo termine, ormai “strategico”, del nostro linguaggio culturale e politico? Ed è proprio vero che il fatto di essere non-credenti, o credenti, non ha più nulla a che fare con il concetto di laicità?

Seguendo un percorso inedito, e pervenendo a risultati originali – che lo distanziano da taluni luoghi comuni della cultura e della pubblicistica dei giorni nostri –, Laicità debole e laicità forte mostra come un discorso plausibile sulla laicità non possa prescindere né da una previa analisi linguistico-concettuale né dal contributo di quella disciplina-frontiera che è la bioetica. Passando attraverso un intenso dibattito, che vede impegnati alcuni dei nomi di spicco della bioetica cattolica e laica del nostro Paese, da Sgreccia a Lecaldano, l’autore si misura, in modo chiaro e al tempo stesso rigoroso, con i grandi temi della laicità e dello Stato pluralista, offrendo un contributo decisivo alla discussione in corso.